my personal tarànto

my personal tarànto è uno spettacolo su Taranto. In scena una donna/ragazza e un uomo/ragazzo, non hanno nomi, l’ambientazione è distopica, i colori intermedi, tanto fumo, sedie di plastica e cose che volano. tarànto è un punto di vista di una persona anagraficamente appartenente alla città ma che se ne distanzia, la guarda da fuori, la vive come un turista o uno straniero con carta di identità a breve scadenza. Con quell’accento è un posto esotico, un tristissimo tropico da studiare e vivere tra se e sé. Questo punto di vista è ‘personal’, dichiaratamente legato a un vissuto personale ed è interessante nel momento in cui incarna spostamenti tra interno, esterno, distanza, avvicinamento a sé, immaginazione, visione e distorsione. my personal tarànto ha un’aria mentale antecedente ai Fatti, quando non c’era nessuno e c’era molto spazio per l’immaginazione.La città è presa in considerazione come una qualsiasi città in cui la vita va avanti saltando tra veleni. E un desiderio costante di evasione ne rende più vivida la permanenza. Lo spettacolo ha un’aria visiva di Realtà vista dai vetri della macchina mentre sta arrivando il parcheggiatore a chiedere soldi.

my personal tarànto vuol parlare di assetti umani particolarissimi. A Taranto si assiste ad un’estremizzazione molto agghiacciante e interessante: l’azione politico/economica non ha solo degli effetti nella vita quotidiana delle persone, a Taranto la politica entra proprio dentro le cellule delle persone, fino a modificarle.

C’è inoltre l’idea di completare questo progetto con due pièce che indaghino i passaggi successivi alla ‘vita che salta tra i veleni’: Ospedale Nord e La Votiva. my personal tarànto parla di vita in mezzo ai veleni, Ospedale Nord parla di morte e la Votiva di vita dopo la morte (la Votiva srl è l’ufficio dove la gente paga le bollette dell’illuminazione delle tombe dei propri cari)

 

selezione Premio Scenario 2013
ideazione, regia, testi, oggetti, costumi Isabella Mongelli
con Isabella Mongelli e Antonello Greco
sound design Alessandro Altavilla
attrezzeria M A R I O R O S S I lab
Produzione Isabella Mongelli, Produzioni dal Basso
Residenze: Manifatture Knos, ExFadda, Teatro Rebis
foto di Martina Leo/XfOTO